Breve riaasunto dei governi che si sono succeduti nel corso della Seconda Repubblica. Nonostante molti storici fanno iniziare la Seconda Repubblica con la XII legislatura(primo governo Berlusconi) ho voluto inserire anche la legislatura XI che fa da punto di passaggio/transizione.
XI LEGISLATURA
28 giugno 1992 - 28 aprile 1993: Giuliano Amato
Nel suo primo mandato da Presidente del Consiglio si trovò ad affrontare una difficile situazione finanziaria.
L'11 luglio del 1992 emise un decreto da 30000 miliardi in cui tra le altre cose veniva deliberato (retroattivamente al 9 luglio) il prelievo forzoso del 6 per mille dai conti correnti bancari per un "interesse di straordinario rilievo", in relazione ad "una situazione di drammatica emergenza della finanza pubblica". Le eccezioni di incostituzionalità contro quel decreto vennero successivamente respinte dalla Consulta.
Dopo aver perso pesantemente la battaglia contro la svalutazione della lira, nell'autunno dello stesso anno varò una manovra finanziaria "lacrime e sangue" da 93000 miliardi di lire (contenente tagli di spesa e incrementi delle imposte), per frenare l'ascesa del deficit pubblico, e la prima riforma delle pensioni, che da lui prese il nome. Con quella manovra riuscì a salvare il Paese dalla bancarotta.
Al termine del suo mandato pronunciò un accorato discorso alla Camera nel quale si impegnava solennemente ad abbandonare l'attività politica(promessa che tradirà come ogni "buon politico").
28 aprile 1993 - 10 maggio 1994: Carlo Azeglio Ciampi
Presidente del Consiglio di un governo tecnico di transizione, fu il primo Presidente del Consiglio non parlamentare della storia della Repubblica.
Non sono mancate anche in tal senso polemiche, che, sebbene minoritarie vedono una carenza di rappresentatività popolare negli organi costituzionali, non avendo egli mai ricoperto cariche elettive.
XII LEGISLATURA
10 maggio 1994 - 17 gennaio 1995: Silvio Berlusconi
La prima esperienza di governo di Silvio Berlusconi ha però vita breve, e si conclude nel dicembre 1994, quando la Lega Nord ritira l'appoggio al Governo.
Il 22 dicembre Berlusconi rassegna le proprie dimissioni al presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro.
17 gennaio 1995 - 17 maggio 1996: Lamberto Dini
Dopo le dimissioni di Silvio Berlusconi, il 17 gennaio 1995 Dini, incaricato dal presidente Scalfaro di formare un nuovo governo, costituisce un esecutivo composto esclusivamente da ministri e sottosegretari tecnici e non parlamentari (lo stesso Dini non ha mandati elettivi).
La finalità del governo è soprattutto quella di traghettare il Paese fino alle elezioni politiche anticipate, che infatti si terranno nell'aprile 1996.
Il governo resterà in carica fino al 17 maggio 1996 godendo di maggioranze variabili, ma con un graduale attestarsi su una maggioranza di centrosinistra estesa ad alcuni esponenti del centro moderato.
Con la ricerca del consenso fra i partiti del centrosinistra e i sindacati, il Governo Dini riuscirà nel difficile compito di emanare una riforma delle pensioni. La riforma Dini ha trasformato il sistema pensionistico italiano da un sistema di tipo retributivo ad un sistema di tipo contributivo.
XIII LEGISLATURA
17 maggio 1996 - 21 ottobre 1998: Romano Prodi
Il programma politico di Prodi prevedeva la continuazione del lavoro di risanamento dell'economia italiana, che i predecessori Amato, Ciampi e Dini avevano iniziato, per risolvere la notevole crisi economica dell'epoca. Con la convinta prospettiva di far partecipare l'Italia al progetto della moneta unica europea che richiedeva il rispetto di precisi parametri economici, sentiti molto difficili da raggiungere in quel momento in cui si era da qualche anno usciti dal Sistema Monetario Europeo (vi si rientrò nel novembre del 1996).
Si riuscì a raggiungere l'obiettivo, portando il rapporto deficit/PIL nel 1998, il principale parametro del Trattato di Maastricht, lontano dalla soglia minima richiesta dall'Europa.
Per il riordino dei conti italiani fu anche stabilito un contributo straordinario, chiamato anche "eurotassa" o "tassa per l'Europa", commisurata ai redditi delle persone, che venne in seguito per il 60% restituita nel 1999, com'era stato prospettato al momento del suo varo, giustificata da un consolidato quadro economico e dal fatto che l'entrata nell'euro aveva portato un considerevole risparmio di interessi sui titoli di Stato.
Dall'ottobre 1998 Romano Prodi non proseguirà la sua azione di governo a causa di un voto di fiducia alla Camera dei deputati non ottenuto per un solo deputato, in seguito al ritiro dell'appoggio di una parte del gruppo di Rifondazione Comunista, in rottura con la linea politica della coalizione dell'Ulivo, durante le fasi di approvazione della nuova legge finanziaria.
La crisi di governo si risolse con la successione a Massimo D'Alema, quindi mantenendo una continuità di scelte politiche e con diversi ministri che vengono confermati nel proprio ruolo.
21 ottobre 1998 - 22 dicembre 1999: Massimo D'Alema
D'Alema fu il primo esponente dell'ex PCI ad assumere la carica di presidente del Consiglio.
Sostenne l'intervento NATO nella guerra del Kosovo, attirandosi così le critiche dell'ala pacifista della sua coalizione.
Nell'ottobre 1999 venne annunciata una crisi di governo pilotata allo scopo di farvi entrare I Democratici, ma passarono due mesi perché si arrivasse al D'Alema bis.
22 dicembre 1999 - 25 aprile 2000: Massimo D'Alema
Diede le dimissioni in seguito alla sconfitta alle elezioni regionali, in cui si era pubblicamente annunciato come certo vincitore.
In particolare D'Alema ricevette la delusione peggiore dalla vittoria nel Lazio di Francesco Storace, esponente di Alleanza Nazionale e candidato della Casa delle Libertà.
Gli successe nella carica di premier Giuliano Amato, che prima ricopriva l'incarico di Ministro del Tesoro.
25 aprile 2000 - 11 giugno 2001: Giuliano Amato
Governo puramente transitorio per traghettare il paese alle elezioni del 13 maggio 2001.
XIV LEGISLATURA
11 giugno 2001 - 23 aprile 2005: Silvio Berlusconi &
23 aprile 2005 - 17 maggio 2006: Silvio Berlusconi
Il contratto con gli italiani(riduzione della pressione fiscale, riduzione dei crimini, innalzamento pensioni a 1 milione di lire, dimezzamento della disoccupazione, Grandi Opere) stipulato durante le elezioni non viene rispettato(o quanto meno non come aveva promesso Berlusconi).
L'introduzione della Legge Biagi contribuisce a diminuire nominalmente la disoccupazione, ma la realtà è ben diversa.
Oltretutto la molto criticata, anche dal Parlamento Europeo, Legge Gasparri sul sistema radio-televisivo, il sostegno alla guerra in Iraq e alcune dichiarazioni poco felici del Premier, fanno si che questi cinque anni siano il periodo più turbolento della Seconda Repubblica.
XV LEGISLATURA
17 maggio 2006 - 8 maggio 2008: Romano Prodi
Quello di Prodi è il governo più corto della storia della Repubblica Italiana. Ciononostante non sara certo scevro da critiche.
Se il Decreto Bersani(quello riguardanti determinate liberallizazioni) punta ad una decisa lotta all'evasione fiscale e la manovra finanziaria da 33,4 miliardi di euri, non si può non imputare a questo esecutivo tutta una serie di decisioni sbaglaite(o quanto meno controverse): l'indulto, le mancate leggi sul conflitto d'interesse e sulle coppie di fatto, il rifinanziamento delle missioni militari all'estero.
Ultimo atto, anche in senso cronologico, criticato è stato la pubblicazione dei redditi del 2005.